Genitori democratico-permissivi: “l’assenza di autorevolezza”

Genitori democratico-permissivi I genitori democratico-permissivi sono amici dei propri figli, concordano insieme a loro le regole e fondano il loro impianto educativo sul dialogo e sull’assenza di conflitto. Se questa in teoria può sembrare una condizione idilliaca, introdurre i figli ad essere parte integrante del “consiglio decisionale” della famiglia, in realtà li pone di fronte a tale responsabilità in età troppo precoce e, paradossalmente, li conduce all’impossibilità di diventare autonomi.

 

Descrizione dei genitori democratico-permissivi:

Questo modello genitoriale è caratterizzato dalla totale assenza di gerarchie, essendo sempre alla continua ricerca di armonia e di consenso unanime e partendo dal presupposto che le cose vanno fatte per convincimento, non per imposizione.

Pertanto, le discussioni, o più precisamente gli scambi di idee, avvengono come se genitori e figli fossero tra pari, ma tutto ciò ha come conseguenza diretta e immediata che i giovani diventano abili ricattatori dei genitori, i quali ne subiscono irrimediabilmente voleri e capricci.

Ovviamente, tale dinamica si riflette non solo all’interno del nucleo familiare, ma anche negli ambienti dove il giovane si trova a doversi confrontare sia con persone adulte che della sua stessa età, con conseguenti difficoltà nel rispettare l’autorità e nel gestire le relazioni con amici e compagni di scuola.

Il figlio viene deputato a prendere decisioni di importanza troppo elevata rispetto alle sue facoltà di problem solving, non avendo ancora strutturato le mappe concettuali necessarie, né le competenze adatte ad orientare i propri comportamenti verso il proprio e l’altrui benessere fisico e psicologico. Infatti, è come se stesse costruendo le fondamenta del suo modo di percepire e reagire alla realtà su un terreno sabbioso, instabile.

 

Peculiarità dei genitori democratico-permissivi:

  • I genitori si comportano più come amici che come guide autorevoli.
  • Per evitare la discussione e il conflitto, le regole sono in costante trasformazione e fluttuazione.
  • Il dissenso di uno può bloccare qualsiasi decisione.
  • Ognuno può modificare a proprio favore una regola; se non si rispettano le regole non succede niente di grave; è di conseguenza impensabile che siano imposte con fermezza e tantomeno che sia punita una loro eventuale violazione.
  • Ciò che vogliono i figli e ciò che vogliono i genitori è sullo stesso piano; se uno gioca la carta dell’ostruzionismo e della minaccia ha buone probabilità di spuntarla.

In altre parole, se la regola non viene rispettata, i genitori ne propongono un’altra più blanda, accettata in teoria e puntualmente negata in pratica, e seguita da una nuova regola.

Le regole è come se non esistessero perché disancorate da ogni sanzione e dal senso di responsabilità dell’adolescente.

Il figlio impara che più è prepotente più ottiene. Quindi, la tolleranza delle polemiche è molto ridotta, conducendo all’incapacità di gestire e contenere emozioni e ansie.

I genitori democratico-permissivi sono convinti di esercitare con consapevolezza il loro ruolo, essendo sempre aggiornati sulle ultime teorie dell’età evolutiva. I loro comportamenti sono costruiti e calibrati in base all’elaborazione personale di metodologie pedagogiche, filosofiche o ideologiche.

Attenti alla socializzazione e alla vita pubblica dei figli organizzano e promuovono occasioni come pranzi e cene con parenti o amici, feste in circoli culturali, partecipazione ad attività di volontariato. Hanno inoltre frequenti contatti con la scuola, svolgendo spesso il ruolo di rappresentanti degli organi collegiali.

Un’altra peculiarità dei genitori democratico-permissivi è essere tanto tolleranti con i comportamenti all’interno del proprio nucleo familiare, quanto ipercritici con i comportamenti delle altre famiglie che sono in contrasto con i propri ideali.

Per apparire moderni e quindi più vicini alle caratteristiche dei giovani, i genitori democratico-permissivi imitano i figli nel modo di vestire, nei gusti musicali, nella pratica sportiva, creando così un appiattimento delle gerarchie e dei ruoli. Questo giovanilismo rende i genitori poco credibili sia come amici che, a maggior ragione, come sostegno nelle difficoltà, impedendo in definitiva al figlio di diventare autonomo.

 

Il rovescio della medaglia per il figlio:

Questa mancanza assoluta di rigore condurrà il figlio a non sapersi relazionare con persone che, per il ruolo sociale (insegnanti, allenatori, futuri datori di lavoro), gli imporranno la loro autorità. Naturalmente, ogni volta che il potere e la libertà del figlio verrà minacciata i genitori si “immoleranno” in difesa di ciò per cui hanno combattuto tutta la vita: la democrazia. E così voleranno denunce contro professori troppo rigidi o che hanno preso di punta il loro malcapitato figlio.

La situazione non cambia molto nemmeno nelle relazioni fra pari, in quanto il giovane abituato ad averle tutte vinte si troverà prima o dopo nella condizione in cui gli altri non accetteranno il suo punto di vista. Quando ciò accade i genitori intraprendono animate discussioni con gli altri genitori e cambiano il gruppo di amicizie del figlio, senza ottenere però risultati differenti.

In conclusione, il bambino, poi adolescente, infine adulto sarà incapace di vivere la propria libertà e autonomia proprio perché gli sono state concesse troppo precocemente, quando ancora non aveva potuto sviluppare le capacità di autovalutazione e autocritica.

 

“La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.”
Winston Churchill

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Per approfondimenti:

Modelli di Famiglia, Nardone G., Giannotti E., Rocchi R., 2001, Ponte alle Grazie Ed. Milano.

Dott.ssa Chiara Nardone

Dott.ssa Chiara Nardone

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico

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