Disordini alimentari

Anoressia, bulimia, binge eating

Disordini alimentari

"La fame è un inizio di dolore che ci invita a nutrirci; la noia è un dolore che ci costringe a impegnarci in qualche attività; l'amore è un bisogno, se non soddisfatto diviene doloroso. L'eccesso è pernicioso in ogni campo: nell'astinenza come nella ghiottoneria, nell'economia come nella liberalità." Questa descrizione fatta da Voltaire ci descrive gli elementi fondamentali che conducono solitamente al formarsi dei disordini alimentari.

Poche altre forme di patologia psicologica sembrano perturbanti quanto i disordini alimentari, poichè appaiono come situazioni contro natura e buon senso; come la persona anoressica che pian piano si lascia morire o al contrario quella bulimica che non si sazia mai.

Il problema poi si ingigantisce nel momento in cui ad esempio il mondo della moda assume la magrezza come suo stile, portando così a conclusioni anche mortali giovani donne che per apparire o mantenere il successo non riescono poi a smettere di non alimentarsi sino alla estrema conseguenza. Questo canone estetico si è quindi trasferito anche nell'ambito maschile, con taglie di abiti sempre più piccole e simili a quelle femminili.

Oggi si può affermare che dalle patologie alimentari si può guarire e in tempo relativamnete breve (fino ad un anno di terapia, Nardoen et alt 1999). Si possono raggiungere questi risultati senza ricovero in costose cliniche, nè tramite un trattamento farmacologico. Tutto ciò proviene dal fatto che i modelli di trattamento tradizionali si sono orientati verso le cause e il perchè delle varie patologie e non verso la loro soluzione. Il fatto che i problemi possono essere complicati e persistenti da anni non vuol dire che debbano esserci altrettanto complicate e sofferte soluzioni. Quindi anche le patologie più severe possono essere sbloccate in tempi rapidi individuando la strategia adatta per sbloccarle nella maniera più veloce.

Bibliografia di riferimento