Depressione

La depressione: causa o conseguenza del malessere psicologico?

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La depressione è davvero una causa del malessere psicologico o più probabilmente ne è una conseguenza?

La depressione è un disturbo dell’umore, che è caratterizzato da un pervasivo stato di angoscia, disperazione e insoddisfazione nei confronti della vita. La sensazione di impotenza, la mancanza di speranza e il senso di vuoto incolmabile lacerano l'animo della persona depressa, dilagando nei pensieri e nelle azioni quotidiane.

Questi sintomi possono svilupparsi successivamente a perdite o lutti. Ciò sta a significare che è nella natura umana reagire a circostanze particolarmente stressanti o dolorose manifestando apatia, ritiro sociale, difficoltà nell'addormentarsi e nel concentrarsi, mancanza di appetito e incapacità di provare qualsiasi tipo di piacere.

Allo stesso modo sentimenti depressivi possono presentarsi dopo aver vissuto altre situazioni di disagio psicologico a cui non è stata trovata una soluzione. Per esempio, una persona che soffre di attacchi di panico può sviluppare un senso di incapacità tale da divenire una vera e propria depressione grave. Evitando di relazionarsi con gli altri e di interagire con l’ambiente esterno comincerà a chiudersi ed isolarsi dalla vita sociale perché la vive come un sicuro fallimento.

Detto ciò appare chiaro che la depressione sia una conseguenza secondaria di eventi traumatici o di altri disturbi psicologici ormai cronicizzati. 

Dopo oltre vent'anni di ricerca-intervento, il Modello di Terapia Breve Strategica ha definito quali sono le caratteristiche che accomunano le persone che, entrando nello studio dello psicologo, si definiscono "depresse":

1. Rinunciare: la sensazione di incapacità che si insinua progressivamente in ogni ambito della vita può condurre a gettare le armi, rinunciando a reagire e a combattere. La rinuncia spesso deriva dall'ineluttabilità degli eventi a cui non c'è soluzione (lutti o separazioni) o a cui apparentemente non riusciamo a trovare una via d'uscita (altri disagi psicologici). “La rinuncia è un suicidio quotidiano”, Honoré de Balzac

2. Lamentarsi: lamentarsi è una naturale reazione umana. È necessaria per la sopravvivenza perché il lamento attiva l'attenzione degli altri e li sprona ad offrirci le cure di cui abbiamo bisogno. Basti immaginare quanti campanelli d'allarme si accendono in un mamma al sentir piangere il proprio bambino. Il problema sorge quando il lamentarsi diventa continuo e costante, perché più chiediamo aiuto maggiore sarà la nostra sensazione d'incapacità, infatti se fossimo in grado da soli non ci saremmo lamentati. Inoltre, lamentandoci in continuazione, diventeremo sempre meno credibili agli occhi degli altri e le nostre successive richieste di aiuto perderanno di valore. "Le lamentele sono ancore nella sabbia che impediscono di prendere il largo"

3. Delegare (o pretendere): conseguenza diretta del rinunciare, il far fare agli altri lì per lì ci fa sentire meglio, ma successivamente ci torna indietro come un boomerang perché la realtà che ci stiamo costruendo è: "Non riesco a farlo da solo!", aumentando così la nostra convinzione d'incapacità ed il nostro stato depressivo. "Costruiamo la realtà che poi subiamo" 

Attraverso il Modello di Psicoterapia Breve Strategica, il segreto per uscire dalla depressione sta nel superare "a piccoli passi" questi tre meccanismi che, attraverso i circoli viziosi descritti sopra, la mantengono e la alimentano. Sottolineo "a piccoli passi": come un sassolino che iniziando a rotolare giù dal crinale della montagna arriva a valle sotto forma di valanga, ogni minimo cambiamento sarà il naturale abbrivio per il cambiamento successivo, fino alla soluzione definita del problema.

"Anche le più cupa delle tenebre può essere rischiarata da un singolo raggio di sole", San Francesco