Tricotillomania: quando strapparsi i capelli si trasforma piacere

Tricotillomania

La tricotillomania consiste nello strapparsi i capelli o i peli del corpo, fino a rimanere calvi o glabri nelle zone prese d’assalto.

La tricotillomania fa parte delle varianti del disturbo ossessivo compulsivo (DOC). La persona affetta da un DOC, sente l’irrefrenabilità di svolgere ripetitivi rituali compulsivi per soddisfare un pensiero ossessivo.

Cosa può indurre una persona a mettere in atto la tricotillomania?

Questo comportamento contro natura si instaura come una vera e propria necessità. Dopo un dato periodo di tempo (3-6 mesi) in cui viene ripetuto e reiterato costantemente, si trasforma in piacere. È così che si rimane intrappolati nella prigione delle compulsioni basate sul piacere.

Le terapie con cui solitamente viene affrontata la tricotillomania sono:

  1. quella farmacologica,
  2. quella della ricerca delle cause nel passato della persona,
  3. quella della spiegazione di come funziona il problema.

Perché queste terapie danno risultati minimi:

  1. gli psicofarmaci consentono di tenere sotto controllo i livelli di ansia, rendendo la persona meno reattiva agli stimoli, ma non riescono a migliorare la qualità del pensiero,
  2. ricercare l’ipotetica causa passata e magari riuscire davvero a trovarla, non garantisce la scomparsa della sintomatologia,
  3. sapere come funziona il disturbo non serve, anche perché la persona razionalmente sa già che il suo comportamento non ha senso, ma non riesce comunque ad evitare di metterlo in atto.

Perché la Terapia Breve Strategica è realmente risolutiva contro la tricotillomania?

Lo psicoterapeuta strategico focalizza la sua attenzione sui tentativi di soluzione scelti e applicati dalla persona per risolvere il problema. Ovviamente, tali “tentate soluzioni” non funzionano, ma anzi alimentano e mantengono il problema.

Conoscendo ed intervenendo sulle tentate soluzioni il terapeuta strategico fa leva sulle percezioni e sulle emozioni. Così, utilizzando stratagemmi che ricalcano la logica di mantenimento del disturbo, fa cortocircuitare il disturbo stesso.

In generale, nei casi di compulsioni basate sul piacere si va a prescrivere una “ritualizzazione del rituale”. In questo caso particolare, si chiede alla persona di mettersi di fronte ad uno specchio allo scoccare di ogni ora del giorno e strapparsi volontariamente i capelli o i peli come fa usualmente, per un tempo stabilito dal terapeuta, di norma un minuto.

Come funziona la “ritualizzazione del rituale”?

Questa richiesta può sembrare illogica, dal momento che viene prescritto alla persona di mettere in atto proprio il comportamento che si vuole eliminare. In realtà, la “ritualizzazione del rituale”:

  • permette alla persona di riprendere il controllo sull’irrefrenabilità della compulsione, in quanto compie volontariamente le azioni che in precedenza l’ossessione la obbligava ad eseguire;
  • permette di rimandare l’esecuzione del rituale (una volta allo scoccare di ogni ora), creando un intervallo tra la richiesta dell’ossessione e la compulsione, interrompendo la sequenzialità che caratterizza i DOC (pensiero ossessivo → soddisfazione di quell’ossessione attraverso la reazione compulsiva);
  • trasforma il piacere di mettere in atto il rituale compulsivo in avversione, a causa dell’obbligo di eseguirlo indipendentemente dalla richiesta del pensiero ossessivo.

Quante sedute sono necessarie per la risoluzione della tricotillomania?

Attraverso le prescrizioni strategiche, come quella appena descritta, disturbi invalidanti, come la tricotillomania, possono essere risolti nell’arco di cinque/sei sedute, con una frequenza di due settimane l’una dall’altra, intervallo funzionale a far produrre alle indicazioni del terapeuta il loro massimo effetto.

Non è detto che problemi complessi debbano avere soluzioni altrettanto sofferte.

Per approfondimenti:
Dott.ssa Chiara Nardone

Dott.ssa Chiara Nardone

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico

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