Risorse umane e motivazione al successo

Risorse umane e motivazione al successoLa gestione delle risorse umane è attualmente un argomento ampiamente discusso e al contempo poco chiaro, a causa della complessità degli aspetti che ne influenzano il funzionamento, tra i quali la motivazione al successo è uno dei principali.

Cerchiamo di diradare la nebbia che offusca tale trattazione attraverso l’esempio di un grande condottiero, che ha fatto la storia grazie alla sua capacità di gestire le persone a lui sottoposte.

Un esempio di gestione strategica delle risorse umane:

IV secolo a.C., Alessandro Magno conquista una città dopo l’altra, provincie su provincie, stati interi dalla Macedonia sino alla India settentrionale. Le sue vittorie sul campo di battaglia, spesso, sono il frutto di stratagemmi comunicativi che inducono il sovrano avversario ad arrendersi evitando inutili spargimenti di sangue. Assecondando la sua “futuristica visione” di un mondo globalizzato, tutte le sue conquiste militari sono accompagnate dalla diffusione della cultura greca, non come imposizione, bensì come integrazione della tradizione dei popoli vinti. Grazie alle sue imprese e alle sue capacità da leader, Alessandro è considerato uno dei maggiori conquistatori e strateghi della storia dell’umanità.

Qual è il segreto di un successo così universalmente riconosciuto?

I racconti sulla sua biografia narrano che prima di ogni battaglia, organizzasse particolari rituali per propiziare la vittoria, a cui tutti dovevano partecipare, dai generali, ai soldati, ai portabandiera, e che dopo ogni successo celebrasse ogni singolo membro del suo esercito con grandi cerimonie e festeggiamenti. Così facendo metteva in risalto l’importanza del ruolo di ogni persona nel raggiungimento della vittoria di tutto il gruppo. Di conseguenza, tutti lo adoravano, credevano nei suoi stessi obiettivi, lo consideravano un esempio. Tutti aspiravano ad essere Alessandro, per la persona che dimostrava di essere, non per il suo ruolo di comandante.

Quello di Alessandro Magno è uno dei più straordinari esempi per descrivere l’importanza della motivazione nella gestione delle risorse umane verso il raggiungimento di un obiettivo.

Ma,per gli esseri umani, cosa significa essere motivati?

La motivazione è l’insieme dei fattori che spingono una persona a compiere una determinata azione o a tendere al raggiungimento di un dato obiettivo. Possiamo dunque affermare che qualsiasi atto eseguito senza motivazioni è irrimediabilmente destinato a fallire.

Esaminando la motivazione da un punto di vista biologico è facile capire quanto essa sia importante, essendo proiettata alla soddisfazione dei bisogni primari, quali fame, sete, etc. Questo ci porta a spiegare perché nei casi in cui sia presente una necessità da esaudire inevitabilmente, la motivazione raggiunga livelli sopra la norma.

Infatti, prendendo atto di questo funzionamento della mente umana, spesso nelle campagne pubblicitarie viene prima creato un bisogno poi un prodotto costruito ad hoc per la soddisfazione di quel bisogno.

Se questo è vero nella quotidianità di ogni individuo, a maggior ragione la motivazione rappresenta il cardine del successo di un’azienda, dal momento che l’azienda è fatta di persone, ognuna delle quali focalizzata al raggiungimento di un proprio obiettivo e di conseguenza spinta da una propria motivazione.

Per definizione, un team è un insieme di persone che si uniscono per un fine comune, che collaborano per rendere possibile il raggiungimento di un obiettivo. Per raggiungere tale obiettivo è necessario che tutti credano in quel obiettivo e che quindi abbiano la motivazione necessaria per attivare le risorse utili a tal fine. Per rendere inevitabile questa attivazione e quindi, per avere la certezza che tutti siano motivati ad impegnarsi verso la stessa direzione, il leader di un’azienda dovrebbe riuscire ad individuare ed affidare il ruolo più adatto ad ogni persona e dovrebbe riuscire a dimostrare la grande importanza che tutti i ruoli hanno nel raggiungimento del successo finale.

Per essere più chiari, se ogni dipendente, dal magazziniere al general manager, riesce a sentire che il lavoro che sta portando avanti ha una reale e concreta funzione nella crescita dell’azienda, sarà portato a sacrificarsi per l’azienda in maniera maggiore. Ognuno dovrebbe avere delegati dei compiti ben precisi, con delle scadenze improrogabili e dovrebbe essere controllato nei vari step del processo dal suo diretto superiore, che a sua volta risponderà al resto della struttura gerarchica.

In conclusione, come dimostrato sapientemente da Alessandro Magno, una efficace gestione delle risorse umane e il conseguente successo di un progetto, in qualsiasi ambito, può essere costruito attraverso un processo di “team building” durante il quale è fondamentale evidenziare l’importanza di ogni singolo membro, la cui motivazione al raggiungimento dell’obiettivo è solo un anello della catena, da cui però la catena intera non può prescindere.

Il Modello di Problem Solving Strategico  rappresenta uno dei più efficaci modelli di intervento in ambito aziendale, essendo focalizzato al raggiungimento degli obiettivi prefissati, attraverso strategie costruite ad hoc sulle caratteristiche del problema affrontato, piuttosto che su una teoria precostituita. Tale modello accompagna la persona o l’azienda alla risoluzione delle problematiche in primis, per arrivare infine a trasformare i limiti in risorse. Questo cambiamento è alla base di una buona gestione delle risorse umane, guidando ad una crescita individuale delle persone, che a sua volta conduce allo sviluppo globale dell’azienda.

Una catena è forte quanto il suo anello più debole.
C. Barnard

Letture consigliate:

Problem solving strategico da tasca, 2009, Nardone G., Ponte alle Grazie Ed. Milano.

Dott.ssa Chiara Nardone

Dott.ssa Chiara Nardone

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico

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