Depressione, il grande “male oscuro”

 Depressione: un paziente racconta

“Dottoressa, sa, al mattino mi sveglio e mi sembra che nulla abbia senso. Riuscire ad alzarsi è uno sforzo immane. Sono stanco… stanco di tutto… stanco di vivere… stanco di vivere così stanco! Già da un po’ non vedo luce nel futuro… ho perso fiducia in me stesso. Non ho la forza per affrontare le giornate. Spesso vorrei restare a letto. E mi capita di restarci. Dottoressa, mi sono accorto, però, che più resto solo e più mi aumentano i pensieri negativi. Ma non ce la faccio nemmeno a stare con gli altri, mi costa troppa fatica!”

False diagnosi di depressione

Sempre più frequentemente si assiste all’uso improprio del termine depressione. Sentirsi tristi, con scarso interesse, apatici sono stati emotivi che tutti possono provare dopo particolari momenti della vita. Separazioni, lutti, problemi al lavoro possono avere come conseguenza un senso di insoddisfazione, inappropriatezza, frustrazione ma non sono necessariamente sintomi di depressione. Queste sono situazioni da cui la persona dopo un po’ riesce ad uscire e a ricominciare la routine quotidiana.

Cosa si intende per depressione

Dopo un evento negativo traumatico si concretizza nella mente della persona una sensazione di fallimento. Se tale sensazione pervade tutti i pensieri si può manifestare un quadro depressivo.

La differenza rispetto ad altri disturbi psicopatologici è la totale assenza di prospettive future. Le energie mentali del depresso sono bloccate rigidamente nel passato. Più precisamente, nel momento dell’evento negativo traumatico.

La depressione si caratterizza per un costante malumore, per la mancanza di motivazione e di piacere nello svolgere qualsiasi attività, per pensieri pessimistici riguardo se stessi, gli altri e il futuro. Questa profonda ed estrema tristezza si protrae per mesi.

Il flusso di pensieri si focalizza sul senso di insuccesso, incapacità, fallimento, inadeguatezza, assenza di prospettive.

Questo pessimismo, con cui il depresso filtra la realtà, lo conduce ad assumere dei comportamenti che andranno ad avvalorare questa sua visione distorta. In altri termini, il depresso costruisce il futuro che poi subisce.

Comportamenti tipici del depresso

I comportamenti tipici della depressione possono essere riassunti in 3 macro-aree:

  1. rinuncia, circolo vizioso di costante passività;
  2. lamentela, come se non ci fosse via d’uscita e nessuno potesse comprenderlo;
  3. vittimismo, come se fosse l’unico a provare quel tipo di sofferenza.

Proprio queste modalità di percepire la realtà e reagire agli eventi portano a mantenere il problema, anzi ad alimentarlo. Possiamo pertanto definirle Tentate Soluzioni Ridondanti, che, attraverso la loro ripetizione continua, portano al peggioramento delle condizioni del depresso, fino alla completa perdita della speranza.

Per questa incapacità globale, anche nel chiedere aiuto, il depresso arriva dallo psicoterapeuta accompagnato da un familiare coinvolto e bloccato anch’esso nella spirale di rinuncia, lamentela e vittimismo.

Come funziona la Terapia Breve Strategica nel trattare la depressione

Il terapeuta strategico va a interrompere proprio tale circolo vizioso in cui il depresso è intrappolato, favorendo il cambiamento dell’interpretazione disfunzionale della realtà e promuovendo nuove modalità di comportamento per gestire la realtà, in modo funzionale.

Non c’è notte che non veda il giorno.
W. Shakespeare

 

Per approfondimenti:
Dott.ssa Chiara Nardone

Dott.ssa Chiara Nardone

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico

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