Ansia che opprime: 5 falsi rimedi che la aggravano

Ansia che opprimeRecentemente mi sono imbattuta nell’ennesimo articolo che promette di calmare l’ansia che opprime, seguendo banali accorgimenti. Della serie, i “5 consigli della nonna”.

Premetto che sono la prima a consultare le nonne in caso di necessità, quindi lungi da me criticare in toto il buon senso nato dall’esperienza.

Ma dobbiamo fare una distinzione tra un momentaneo malessere che provoca ansia e un disturbo d’ansia ormai strutturato e invalidante. Inoltre, ogni persona ha un suo vissuto e una sua originalità tali per cui non è detto che un suggerimento funzioni in quel dato momento e per quella particolare situazione, se non calzato ad hoc.

 

5 modi per NON calmare l’ansia che opprime, anzi renderla ancor più invalidante:

  1. Controllare il respiro
  2. Controllare la mente e i sintomi fisici
  3. Parlarne con gli altri
  4. Utilizzare estratti naturali (camomilla, melissa, tè verde, lavanda, valeriana, etc.)
  5. Fare meditazione e saune

 

Sveliamo i meccanismi di funzionamento dell’ansia e le motivazioni per cui i consigli sopra descritti non sono efficaci:

  1. Ti propongo un banale esperimento: prova a controllare la respirazione, imponendoti di diminuire la frequenza delle inspirazioni e successive espirazioni. Risultato? Inizi ad avvertire la sensazione di “fame d’aria”: più cerchi di controllare il respiro e meno ne sei padrone.
  2. Per quanto riguarda lo sforzo di controllare la mente e i sintomi fisici, la reazione è la medesima: più insisti nel tenerli a bada, più prendono il sopravvento. Ciò è dovuto al fatto che il nostro cervello “moderno”, il neoencefalo, adibito alla razionalità, tenta di gestire le sensazioni di base, che sono invece sotto il comando del cervello “antico”, il paleoencefalo. Così facendo le due strutture entrano in contrasto e provocano un tilt mentale, a causa del quale le nostre percezioni di paura aumentano esponenzialmente fino al panico.
  3. Oltre a ciò, il continuo parlare del problema rende tale sofferenza il fulcro dell’esistenza della persona, intorno al quale tutti gli altri si trovano a ruotare, fino a che il problema diventa la vita e la vita diventa il problema.
  4. Passando agli antichi rimedi naturali come gli estratti di erbe e gli oli essenziali, avvalersene può essere un supporto ma non una terapia. In particolar modo se si è strutturato un vero e proprio disturbo d’ansia.
  5. Allo stesso modo, la meditazione e la sauna conducono ad uno stato di rilassamento. Ma difficilmente avranno la capacità di interrompere tutti quei comportamenti che alimentano e mantengono lo stato ansioso.

 

Come superare l’ansia in tempi brevi:

Per superare l’ansia che opprime la persona si devono destrutturare, attraverso specifici protocolli, le modalità appena descritte (definite dal Modello Strategico, Tentate Soluzioni).

Le Tentate Soluzioni invece che risolvere il problema, vi si legano sempre più inestricabilmente. Quindi, la chiave di volta sta nel riconoscerle, adattando il protocollo alle caratteristiche individuali e del contesto.

Fino a quando spontaneamente il circolo vizioso disfunzionale sarà sostituito da un circolo virtuoso funzionale e la persona riprenderà potere della sua vita.

 

Cercavo la soluzione ma in realtà flirtavo col problema.
Emagua (Twitter)

 

Letture consigliate:

La terapia degli attacchi di panico, Nardone G., Valteroni E., 2016, Ponte alle Grazie Editore.

Non c’è notte che non veda il giorno, Nardone G., 2003, Ponte alle Grazie Editore.

Paura, panico, fobie. La terapia in tempi brevi, Nardone G., 1995, Ponte alle Grazie Editore.

Dott.ssa Chiara Nardone

Dott.ssa Chiara Nardone

Psicologa Psicoterapeuta specialista in Terapia Breve Strategica, Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico

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Una risposta

  1. Edoardo Ballanti ha detto:

    Grazie per l’articolo e per la bibliografia che ho trovato molto utile.

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